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Pantalica, la più grande necropoli d’Europa

Ferla, porta di Pantalica

E’ arrivato il caldo ed il termometro dell’auto segna 37°, eppure non mi fa desistere dalla voglia di andare a visitare luoghi per i quali nutro curiosità. Gina, la mia simpatica cagnolona, viene con me e felicemente occupa il suo posto in auto.

Percorro l’autostrada Catania-Siracusa ed imbocco l’uscita per Sortino, che è il primo paese che incontro dal quale è possibile accedere alla Riserva di Pantalica, e mi tenta l’dea di trovare refrigerio nelle acque fresche del Torrente Calcinara,ma decido di proseguire in direzione di Ferla, che offre un altro accesso all’area di Pantalica.

Sortino
Sortino (SR)
Torrente Calcinara
Torrente Calcinara

Pantalica è una riserva naturale ricadente maggiormente nella valle dell’ Anapo, accessibile da due varchi collegati tra loro, ossia Sortino e Ferla. La riserva è interessante a livello naturalistico, archeologico ed etnoantropologico, qui infatti si trova il più imponente degli insediamenti preistorici, ed in seguito paleocristiano, esistenti in Europa. La sua necropoli di 5.000 tombe inserite lungo le ripidi pareti della valle ne è la più consistente testimonianza.

La strada che porta da Sortino a Ferla (distanza 20 km) è molto rilassante ed ha un bel paesaggio panoramico sull’Etna.

Paesaggio da Sortino a Ferla
Paesaggio da Sortino a Ferla

Dopo aver percorso questa strada abbastanza solitaria, dove m’immergo nei miei pensieri, arrivo a Ferla, che ha suscitato la mia curiosità per essere inserita nel circuito dei borghi più belli d’Italia. Nel suo sottosuolo e nelle grotte vi sono testimonianze di pre-esistenze arcaiche, dai greci alle prime comunità cristiane, dai bizantini ai longobardi fino ai normanni. Oggi il suo impianto urbanistico è a forma di croce e gli edifici che di più spiccano sono le cinque chiese presenti tra la Via Vittorio Emanuele “via sacra” e la via Garibaldi.

Ferla
Ferla

il verde di Ferla

Seguendo l’indicazione per Pantalica, che dista 11 km da Ferla, si incontrerà strada facendo la Necropoli di San Martino, in cui vi sono tombe preistoriche e tombe bizantine. Importante l’ipogeo di Dioniso, in cui spicca una delle più rare iscrizioni funerarie del territorio siracusano.

Catacombe di Dioniso
Catacombe di Dioniso

Prima di giungere alla Sella di Filiporto, è possibile visitare anche il bosco di Giarranauti, che è scenario di testimonianze di epoca bizantina, quali concerie e macine scavate nella roccia.

Proseguendo sulla strada ho ammirato la Necropoli Nord Ovest, a strapiombo sulla vallata, ed ho visitato la Necropoli di Filiporto, il villaggio di epoca bizantina di Filiporto, il villaggio e  l’Oratorio di S. Micidario,  l’Anaktoron, il “Palazzo del Principe”, unica costruzione in pietra, e punto strategico per avvistare i nemici. Il percorso che dal Villaggio S. Micidario conduce fino all’Anaktoron è abbastanza facile e per nulla stancante, ed inoltre si gode di un’ insuperabile vista sulle gole dell’ Anapo.

Mi sono innamorata di questo luogo e della sua storia e conto di tornare ad esplorarlo nuovamente.

Segnalo inoltre che è possibile visitare sempre lungo il percorso la Grotta del Crocifisso, il villaggio con l’oratorio di S. Nicolicchio, e la Necropoli Sud.

Tramonto su Anaktoron
Tramonto su Anaktoron

Dove dormire a Ferla: B&B La Ginestra – Villaggio Agrituristico Campanìo – Agriturismo Porta Pantalica.

Dove mangiare:Trattoria La Trinacria – Trattoria dell’Arco – Ristorante Caffè Pantalica.

 

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