Sicilia e Malta

Sicilia e Malta, una storia da conoscere

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Sicilia e Malta, viaggio nella loro storia

Per noi siciliani, Malta è davvero ad uno schioppo dalla Sicilia, distanza pari a 90 km, 35 minuti in volo da Catania ed 1h 45 minuti via catamarano da Pozzallo.

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Da anni la sento definire come l’isola cugina della Sicilia, infatti sin dal neolitico, malgrado la difficile navigazione del tratto di mare che divide la Sicilia da Malta, quest’ultima è stata raggiunta e popolata da genti provenienti  dalla Sicilia quali i fenici, i romani, i bizantini, gli arabi, i normanni, gli svevi, gli angioini e gli spagnoli. Le isole maltesi hanno seguito le arti e le tradizioni e persino i terremoti che hanno coinvolto la Sicilia.

Molti viaggiatori europei del fine Settecento avevano compreso i legami che esistevano tra la Sicilia e Malta, molti di loro inserirono entrambe le isole nelle loro opere. tra questi il francese Jean Houel (incisioni nel volume “Voyage pitoresque des isles de Sicile, de Malte et de Lipari”) e lo scozzese Patrick Brydone (romanzo epistolare “A Journey through Sicily and Malta”).

Malta e le sue isole sono state sempre un punto strategico durante i vari periodi storici, quali la cristianizzazione della Sicilia e dell’Italia ad opera di San Paolo, l’ospedalizzazione dei feriti durante la Prima Guerra mondiale e anche la rivolta dei Vespri siciliani sembra fosse stata pianificata a Malta.

Si può dire che il legame tra i due erano forti, la svolta per Malta avvenne quando l’imperatore Carlo V concesse le isole ai Cavalieri di Malta e quando con il trattato di Parigi del 1814 le isole passarono all’Inghilterra.

Così Malta entrò in un processo di internalizzazione, dal quale la Sicilia rimase fuori. Nonostante gli influssi inglesi, Malta e le sue isole conservano ancora quello spirito mediterraneo, che io ho potuto cogliere visitandola.

La prima impressione del viaggio in autobus è che molti scorci di Malta hanno una forte similitudine con i paesi arabi per i colore e la consistenza dei mattoni di cui sono costituite molte abitazioni, ma questa stessa impressione si ritrova anche in alcuni paesi nel sud della Sicilia, inoltre tutti i nomi dei luoghi hanno un suono molto simile all’arabo, mentre la guida a sinistra ti fa ricordare dell’influsso inglese.

Giunta alla stazione degli autobus della Valletta, la città fortezza, capitale di Malta e patrimonio dell’umanità dell’UNESCO,  la prima cosa che colpisce è il grande afflusso di turisti.

La città fu fondata dal Gran Maestro dell’Ordine di S. Giovanni, Jean Parisot de la Valette, e fu edificata sulle aspre rocce del Mount Sceberras. Spettacolare è sapere che bastioni, fortezza e cattedrale furono completati nell’arco di 15 anni. Una volta  attraversato il ponte che immette dentro la Valletta, entro nel flusso delle sue strade larghe e piene di vita e shops.

Da visitare l’Upper Barakka Garden, il giardino colonnato che domina il Grand Harbour, e che era stato costruito per il relax dei Cavalieri dell’Auberge d’Italie. Affacciandosi da qui, nella zona sottostante si possono ammirare i canoni allineati costituenti la Saluting Battery, che è una batteria a salve utilizzata tuttora per salutare le navi di passaggio ogni giorno alle ore 12.00.

Da qui, si può ammirare la bellezza di ciò che si trova dall’altra parte del porto, ossia la famosa area conosciuta come le “Tre Città”.

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Barakka Gardens

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Barakka Gardens

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The Saluting Battery

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Grand Harbour

Sia la concattedrale di San Giovanni che il Palazzo dei Grandi Maestri, possiedono un’architettura barocca, ed ogni anno vi è proprio un festival che celebra la cultura barocca.

Altro punto interessante della città è il Forte Sant’Elmo ed i Lower Barraka Gardens.

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Siege Bell War Memorial

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Vista sulle Tre Città

Lasciata La Valletta ed il suo melting pot, mi dirigo verso Sliema, dove felicemente incontro i miei amici siciliani, ormai trasferiti qui. Sliema, che un tempo era un tranquillo villaggio di pescatori, oggi è centro di grandi aree commerciali, locali e vita notturna. Bellissimo è il suo lungomare con la vista sulla città di Valletta.

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La Valletta vista da Gezira

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Vista su La Valletta

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Manoel Island e La Valletta

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Sullo sfondo Manoel Island

Il giorno dopo decido di uscire dall’area caotica e dirigermi verso altre zone. Mi dirigo a circa 13 km a ovest della Valletta verso le Dingli cliffs, scogliere bianche a picco sul mare. Sfrutto l’ultima fermata dell’autobus e da qui proseguirò a piedi lungo la strada che costeggia la scogliera, fino ad arrivare ad un promontorio, sede di un villaggio preistorico, dal quale è possibile meglio ammirare le scogliere e l’isola disabitata di Filfola.

Tornando al paese, mi imbatterò in un ristorante, il  Diar Il-Bniet, che utilizza nella sua cucina i prodotti locali, e gusterò una buonissima torta salata con ricotta, fave e piselli, insieme ad una freschissima limonata ed un dolce di miele e mandorle. Inoltre, il ristorante vende molti prodotti in simpatiche confezioni, ideali per un regalo.

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Dingli Cliffs

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Vista da sopra le Cliffs

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Diar Il-Bniet restaurant

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Vista di Dingli

Da qui riprenderò l’autobus e mi fermerò a Mdina,  la vecchia capitale di Malta, sede di gran parte delle famiglie nobili di Malta, discendenti da signori siciliani, spagnoli e normanni.

L’ingresso alla città è davvero suggestivo ed una volta entrati dentro si ha la sensazione di essere fuori dal tempo moderno, grazie al buon stato di conservazione di tutti gli edifici maestosi, delle chiese, che sono un mix tra arte barocca e arte medievale. Inoltre, la restrizione alla circolazione di mezzi a motore, rende la visita un’esperienza rilassante dove gustare con calma tutta l’eleganza di questa capitale.

Ritornata dalla mia amica Sonia, mi propone una visita in uno dei luoghi che più ama di Malta, ossia le Tre città: Vittoriosa, Cospicua e Senglea. Questa fu la prima zona abitata dai Cavalieri.

Vittoriosa è sede degli “auberges” dei  cavalieri riservati solo a chi apparteneva all’Ordine, del Museo Marittimo e del Folclore e del Palazzo dell’Inquisitore. Per le sue viuzze è possibile ammirare porte e finestre colorate che rendono tipica questa zona.

Senglea è la città che si affaccia sul Grande Harbour, e nella quale per le sue viuzze si possono osservare i tipici gallarija, ossia terrazzi maltesi. Passeggiando lungo il canale del porto, non perdete di visitare i Giardini della Guardiola del Forte San Michele. Da qui, tramite il bastione fortificato e la torre di vedetta, è facile spaziare la vista sulla città di Valletta.

Le Tre Città insieme sono belle da visitare, poiché puoi perderti per le tranquille viuzze ricche di scorci meravigliosi, ed è una zona dove vedi ancora giocare i bambini per strada a nascondino e tuffarsi nel canale con tanta allegria.

L’atmosfera è davvero bellissima.

L’ultimo giorno decido di visitare a sud, la città di Marsaxxlok, il più famoso villaggio di pescatori, in cui la domenica si tiene il mercato del pesce. Inoltre, in questo villaggio pittoresco, è possibile gustare del pesce fresco nei vari localini dislocati fronte mare, con la vista delle luzzu, tipiche barche maltesi, molto colorate che vivacizzano lo scenario del villaggio. Bella la spiaggia di St. Peter’s Pool.

Non molto lontano da Marsaxxlok, potrete visitare la grotta preistorica di Ghar Dalam (la caverna oscura), lunga 145 mt e visitabile solo nei primi 50 mt. Negli strati più profondi della  grotta sono stati rinvenuti ossa e denti di elefanti nani, ippopotami, piccoli mammiferi, uccelli, tutti di provenienza europea, il che fa ipotizzare che un tempo Malta fosse legata all’Italia, e quindi alla Sicilia. Vi è anche un museo allestito con tutti i ritrovamenti. E’ stata proprio questa grotta a farmi ricercare quanti legami esistono tra la Sicilia e Malta.

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Ghar Dalam Museum

Vi sono molte altre bellezze da scoprire a Malta, che spero, ritornandovi di conoscere.

Devo constatare che nonostante Malta abbia acquisito molti tratti della cultura britannica, quale la lingua inglese, le cabine telefoniche rosse, la cucina “distorta” tipica degli inglesi, ha comunque mantenuto molto il suo spirito mediterraneo che si riscontra nel culto della religione cristiana, nella venerazione per la triade del pane, dell’olio e del vino, e nella presenza di edifici e chiese di architettura barocca.

Inoltre, ascoltando una conversazione in maltese, si può sentire l’uso continuo di parole prettamente italiane,  ed una grossa fetta della popolazione maltese parla e comprende l’italiano, grazie anche alla diffusione dei programmi televisivi.

La cosa che stupisce infine, è che Malta pur essendo infinitamente piccola rispetto alla Sicilia e con meno attrazioni turistiche in proporzione, vive un vero e proprio boom turistico, grazie alla messa in atto di buone politiche turistiche.

E’ un peccato non poter legare ancora queste due isole in un grande tour culturale, naturalistico ed enogastromico, dove poter godere di tutte queste bellezze insieme.

Detto questo, vi invito a proseguire il viaggio verso un’isola ancora più mediterranea, ossia Gozo, di cui potrete leggere qui.

 

 

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