visitare gozo, isola selvaggia

Visitare Gozo, isola selvaggia

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Visitare Gozo

Avevo voglia di un ambiente dove potevo rilassarmi, anche in bei paesaggi naturalistici, in alternativa all’isola di Malta (della quale puoi leggere qui), presa per gran parte dell’anno d’assalto da turisti. Ho deciso di visitare, per tre giorni, Gozo, isola selvaggia.

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E’ possibile prendere un autobus della linea Malta Public Transport  da La Valletta o direttamente dall’aeroporto di Luqa che porta direttamente all’imbarco per Gozo. La nave si pagherà al ritorno e al momento il costo è di soli € 4,50 a/r.

Sbarcata sull’isola di Gozo e precisamente a Mgarr, subito vengo circondata da taxisti e simili che  fanno mille proposte per portarmi a destinazione, in quegli attimi sembra di trovarmi nel bel mezzo di un vivace mercato turistico, ma opto per un noleggio scooter, che a mio avviso è molto consigliato per spostarsi sull’isola e anche la guida a sinistra non risulta difficoltosa. Altra opzione bellissima per viaggiare a Gozo è in bici.

Le strade sono in parte asfaltate ed in parte sterrate soprattutto nella zona nord e spesso anche all’interno dell’isola.

La prima visita è a Salt Pans, saline scavate nella roccia ed alimentate dalla forza del mare. Si trovano a nord di Marsalforn e sono lì da 350 anni. La vista di queste saline lungo la costa est è spettacolare.

Molto bella è Xwejni Bay con il fungo di roccia che domina il paesaggio, a testimoniare come l’azione del mare e degli eventi atmosferici abbiano man mano disgregato la roccia e fatto abbassare il livello di quel tratto di costa.

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Salt Pans

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Xwejni Bay

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Salt Pans

Proseguendo verso nord si incontra la bellissima Ghasri Valley o Wied il-Ghasri Bay, è una piccola spiaggetta di ciottoli incastonata dentro un canyon costituito da alte pareti in cui entra una lingua di mare. Dall’alto della valle si gode sia della vista delle scogliere e sia di un bellissimo panorama. Il luogo è molto frequentato dai subacquei per la presenza di grotte sott’acqua.

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Wied il-Ghasri Bay

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Le scogliere di Wied il-Ghasri

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Il braccio di mare di Wied il-Ghasri

Da sopra la Ghasri Valley, vedo in lontananza un faro, e siccome li adoro, seguo le stradine tutte sterrate e polverose che ti danno l’impressione di essere in un perfetto paese arabo con tutta la vegetazione secca ed infine giungo su una collina. Ecco il  Faro Giordan, da qui si domina la vista sul mare e verso l’entroterra.

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Faro Giordan

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Vista sull'entroterra dal Faro Giordan

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Vista sul mare dal Faro Giordan

Senza lasciare mai la strada sulla costa, incontro un altro cartello turistico Wied il-Mielah, che immette su di una passerella dalla quale si può ammirare un arco megalitico di roccia sul mare creato dalla forze delle onde del mare.

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Wied il-Mielah

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Arco di Wied il-Mielah

Dopo è la volta della visita  di Victoria o Rabat, la capitale di Gozo, che è visibile da quasi tutta l’isola, dal momento che sorge su una collina neolitica. Interessante è la visita alla Cittadella con le sue mura fortificate, nella quale fino al 1637 la popolazione era obbligata, per legge, a trascorrervi le notti, al fine di non divenire schiavi di  corsari e saraceni.

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Dentro la Cittadella di Rabat

Concludo il primo giorno con la visita ad una delle attrazioni più famose dell’isola, Dwejra Bay, che coglie scorci di rara bellezza quali la “Finestra Azzurra” (Azure Window o It-Tieqa ż-Żerqa), che è un arco di roccia sul mare,  la “Rocca del Generale” (Fungus RockIl-Ġebla tal-Ġeneral ), un piccolo isolotto roccioso che fuoriesce dal mare per 50 metri e che è protetto poiché sulla sua sommità cresce una pianta rara chiamata “Fungo di Malta”, inoltre i suoi fondali così come tutta la baia sono un luogo meraviglioso e amatissimo dai subacquei anche per la presenza di grotte. Altro particolare  da notare sul mare è uno scoglio che esce a pelo d’acqua e che assume il profilo di un coccodrillo.

Infine, vi è Inland Sea, una laguna poco profonda, collegata al mare tramite un stretto arco di roccia lungo 50 mt.

La vista di tutta la baia è emozionante dalle ore che precedono il tramonto fino alla totale e completa immersione del sole che sembra scomparire dentro al mare. Pura poesia.

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Dwejra Bay

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Azure Window

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Fungus Rock

Il secondo giorno visito Ramla Bay, che significa Baia sabbiosa, è bellissima per la sua sabbia rossa fine. Su uno dei crinali delle montagne che dominano Ramla Bay, vi è la grotta leggendaria della dea Calipso di Omero, che sedusse Omero, facendolo tardare di sette anni nel suo ritorno a Itaca.

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Ramla Bay

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Ramla Bay

Vagando verso sud, ritrovo le indicazioni per St. Anthony’s Battery a Qala, il cui tratto di mare è roccioso, ma con delle bellissime lagune di acqua calda e trasparente nelle quali fare il bagno in serenità.

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St. Anthony's battery

Prossima spiaggia della giornata, andando verso sud, è Hondoq Bay, da qui partono le imbarcazioni per l’escursione alla Laguna Blu di Comino.

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Nei pressi di Hondoq bay

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Comino di fronte Hondoq Bay

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Cisk birra nazionale maltese

Proseguo verso ovest ed incontro Xlendi, un villaggio di pescatori caratteristico per i suoi locali che si affacciano tutti sul mare della sua baia. La baia è incorniciata, da una parte, da una falesia che proseguirà fino ad incontrare il mare aperto. Sull’altro versante esiste un sentiero naturalistico che porta alla Xlendi Tower e prosegue ben oltre.

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Xlendi Bay

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Xlendi Tower

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Strane rocce a Xlendi Bay

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Xlendi saline

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Tramonto a Xlendi Bay

Concludo nuovamente la giornata con il bellissimo tramonto presso la Finestra Azzurra.

Rientrando mi imbatto nel grazioso ristorante Grazie Mille Gozo, ben organizzato, bell’ambiente, con personale gentile e cordiale, ed un’ ottima cucina con un altrettanto presentazione dei piatti.

L’ultimo giorno, visito i templi megalitici di  Ġgantija,  a Xaghra,  due dei sette dichiarati patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. La credenza è che questi templi siano stati costruiti da giganti, da qui deriva il loro nome. Non è difficile da pensare quando si vede il volume di alcuni dei blocchi di calcare che lo costituiscono, superano i 5 mt di altezza e le 50 tonnellate di peso.

Ad ogni modo questi templi furono costruiti prima di quelli eretti a Stonehenge. La presenza di focolai ed il ritrovamento di ossa animali suggeriscono che venissero celebrati dei sacrifici. Ritrovamenti di statuette ed altro sono custoditi nel museo archeologico di Victoria.

Infine, l’ultima visita prima di salpare verso Malta è al Mulino a vento Ta’ Kola, che si trova di fronte ai templi succitati. Il mulino è ben conservato ed ha un’area espositiva di  tutti gli strumenti del mestiere, degli ambienti della vita quotidiana del mugnaio e della sua famiglia e degli ingranaggi del mulino a vento.

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Templi di Ggantija

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Interno del mulino Ta'Kola

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Ingranaggio del mulino

Le specialità culinarie dell’isola di Gozo che consiglio di non mancare sono i Pastizi, sfoglie salate ripiene di piselli o ricotta o  formaggio di capra locale.

Nel villaggio di Nadur, sulla strada per raggiungere Ramla Bay e la Grotta di Calipso, troverete  Mekren’s Bakery. Appena entrate, vi imbatterete in una stanza laboratorio con il forno a legna dal quale esce tutto quello che vedrete esposto sui tavoli. La specialità è la ftira, una sorta di  schiacciata farcita con formaggio di capra e uova o in alternativa patate, salsiccia, tonno, pesce, ed esiste anche una versione vegetariana.

Altri prodotti delle bakeries sono il pane locale, la pizza e la qassatat, una versione gozitana della cassata siciliana.

In generale, nella cucina che ha un largo impiego di fichi, mandorle, ricotta, piatti a base di pesce e coniglio, si possono constatare gli influssi della cucina siciliana e moresca.

A Gozo si respira ancora fortemente lo spirito mediterraneo e meno melting pot di Malta, direi che conserva davvero un cuore selvaggio, che mi ha ricordato la fierezza di alcuni luoghi più sperduti della Sicilia.

Visitare Gozo mi ha fatto amare ancora di più il nostro Mediterraneo.

 

 

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